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Un homelab che gira senza interruzioni è utile solo se, in caso di guasto o errore, i dati non vanno persi insieme all’hardware. Questo articolo descrive un setup di backup reale per un homelab domestico, con due livelli distinti: un backup locale con Duplicati e una copia del subset più importante su Google Drive tramite rclone sync.

Backup homelab Duplicati: la logica del doppio livello
Avere un solo backup, per quanto ben fatto, lascia comunque un punto singolo di fallimento: se il supporto su cui è salvato si guasta insieme all’originale, il backup non serve a nulla. Per questo il setup si basa su due livelli:
- Backup locale (SSD → HDD), gestito con Duplicati: copre l’intero sistema in modo capillare, restando all’interno della stessa macchina.
- Backup su cloud (verso Google Drive, tramite rclone sync): copre solo il sottoinsieme di dati considerato davvero critico, ma lo mette al riparo anche da un guasto che coinvolga entrambi i dischi locali insieme (es. danno fisico al PC, furto, incendio).

Cosa viene salvato
Il backup copre:
- le configurazioni di tutti i container Docker in esecuzione sul server
- i file di configurazione di Home Assistant
- alcuni file personali ritenuti importanti

Non è un backup “di tutto” indiscriminatamente: la scelta di cosa includere si concentra su ciò che richiederebbe più tempo o sarebbe impossibile ricostruire da zero (configurazioni accumulate nel tempo, automazioni di Home Assistant), piuttosto che su dati facilmente ripristinabili da altre fonti.

Ecco anche le opzioni di conservazione impostate:

Il backup locale: Duplicati da SSD a HDD
Il sistema operativo e i servizi girano sull’SSD da 500 GB; l’HDD da 1 TB (descritto nell’articolo sull’homelab) funge da destinazione per il backup locale gestito da Duplicati. Questo primo livello copre l’intero contenuto rilevante dell’SSD, e protegge da scenari come un errore di configurazione, un aggiornamento andato male, o un guasto del disco di sistema.
Se stai impostando un backup simile da zero, un HDD esterno USB da almeno 2TB (margine sopra i 500GB dell’SSD da proteggere) è una scelta pratica: comodo da collegare senza dover aprire il case del server, e facile da scollegare per conservarlo altrove come ulteriore precauzione.
Il backup cloud: rclone sync verso Google Drive
Il sottoinsieme più importante — presente sia sull’SSD sia sull’HDD — viene sincronizzato anche su Google Drive tramite rclone sync. Questo secondo livello ha uno scopo diverso da Duplicati: non punta a coprire tutto, ma a garantire che i dati davvero critici sopravvivano anche a un problema che coinvolga l’intero PC, non solo un singolo disco.

Per conferma, ho controllato anche da terminale che i file fossero effettivamente sincronizzati:

Il test di restore: il passaggio che spesso si salta
Una configurazione di backup che non è mai stata testata in fase di ripristino è, di fatto, una configurazione non verificata: si scopre se funziona davvero solo nel momento peggiore, cioè quando serve. In questo setup il test di restore è stato eseguito come parte del collaudo iniziale, verificando che i dati salvati fossero effettivamente recuperabili e non solo “presenti” nella destinazione di backup.
È un passaggio spesso trascurato in tanti setup homelab: la sensazione di sicurezza data da un backup che gira regolarmente può essere ingannevole se non si è mai verificato che il ripristino funzioni davvero.

Il ripristino di prova è stato fatto scegliendo un percorso diverso da quello originale, per non rischiare di sovrascrivere nulla:

Aggiornamento del 16-17 agosto 2026 — quando questo articolo è uscito il 20 luglio, il backup non era completo come descritto qui sopra, anche se allora non lo sapevo. Un audit manuale fatto fra il 31 luglio e il 2 agosto ha trovato che sette cartelle su quindici non finivano nel job — Home Assistant compresa, come si vede anche nello screenshot della configurazione del job, più in alto, dove non risulta fra i percorsi selezionati — e che la passphrase che credevo corretta non apriva più l’archivio: 22 punti di ripristino erano di fatto inaccessibili. Ne ho scritto per esteso nell’articolo sul log-digest notturno.
Corretto il 16 agosto con un nuovo test di ripristino verificato, e il 17 agosto con i permessi ACL sistemati: da allora tutte le 15 cartelle sono nel job, Home Assistant inclusa, e il restore è di nuovo quello dimostrato qui sopra.
Riepilogo del setup
| Livello | Strumento | Origine → Destinazione | Copertura |
|---|---|---|---|
| Locale | Duplicati | SSD → HDD | Intero sistema rilevante |
| Cloud | rclone sync | SSD/HDD → Google Drive | Solo dati critici (Docker config, Home Assistant, file personali) |
E se non vuoi configurare niente?
Tutto quello che hai letto fin qui costa zero euro e qualche ora di configurazione. Duplicati è gratuito e open source, e la parte lunga non è installarlo: è decidere cosa salvare, provare il restore, e accorgersi delle cose che non tornano. Se quelle ore non le hai, o se il PC da proteggere è di qualcun altro che dovrà cavarsela da solo, esistono programmi commerciali che fanno la stessa cosa con una procedura guidata e un supporto a cui scrivere — EaseUS Todo Backup è il più diffuso della categoria.
Io non lo uso, e non te lo sto consigliando: su questo server gira Duplicati, ed è quello che ho misurato e mostrato sopra. Lo cito perché la domanda «esiste una versione che si configura da sola?» arriva sempre, e la risposta onesta è che sì, esiste, si paga, e ti risparmia la parte noiosa — non quella importante. Il test di restore resta da fare comunque, con qualsiasi programma: è l’unico passaggio che nessun software può fare al posto tuo.
Conclusione
Un setup di backup a due livelli — uno locale capillare, uno cloud più mirato sui dati critici — copre sia i guasti “piccoli” (disco, aggiornamento andato male) sia gli scenari più gravi che coinvolgono l’intera macchina. La parte più facile da trascurare, ma più importante da non saltare, resta il test di restore: senza quello, un backup è solo una speranza, non una garanzia.
Per il dettaglio completo dell’hardware e dei servizi che girano su questo homelab, guarda l’articolo Homelab da vecchio PC: come far convivere VPN, media server e domotica sulla stessa macchina. Se invece ti stai chiedendo se al posto di tutto questo non convenga semplicemente un NAS, ne ho scritto in Serve un NAS a tutti?
